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Social bloccano le emozioni

Nell’era dei social network, dei negozi aperti h24 e dell’intrattenimento «sempre e comunque», si sente l’esigenza di tornare a parlare di solitudine, condizione che paradossalmente sembra colpire sempre più persone.

Ti ricordi quando esistevano le cabine telefoniche? le lettere? Si andava a ballare? Si andava prendere aperitivi? Ci si incontrava al bar? E tempi dove si viveva la vita.

Ora siamo invasi dai social, ore e ore sui social, conoscenze virtuali, ci si innamora di un immagine e non della persona, ci si innamora online senza essersi visti, si vive di selfie, si vive a gara dei “mi piace”, si esce al bar con amiche e non si parla, ma si ha il telefono in mano, secondo voi è vita cambiata?

Notizie importanti. 

Quando si viveva di relazioni vere con voglia di vivere le persone, esisteva il telefono ora invece esiste “mettiamolo su facebook e tutti lo sanno”, ma può essere una cosa normale? Una cosa importante la si vive con amici parenti, dicendogli il tutto a voce. Pensa bene quando metti le notizie su facebook le persone più care son sempre le ultime a saperle. Anche oggi grazie a Facebook potete scoprire cose del genere. In tempo reale e senza telefonate. Sì, ma dopo che anche il profilo “Sono un bot di Facebook” ha messo “Mi piace” al posto del vostro amico o di vostra sorella.

Tempo.

Si finisce nel tunnel degli affari altrui, una volta aperta la timeline di Facebook, è praticamente impossibile: foto collega foto, post collega post, persona collega persona, link collega link, condivisione attira altre condivisioni….

E così quel passo dieci minuti su Facebook e poi mi preparo ad uscire” si trasforma improvvisamente in “C…o ho due ore piene di ritardo”, oppure cosa faccio esco ormai che sono in ritardo di un ora?“. Pensa questo causa maggiormente il privarsi della vita, raccontare bugie su bugie alle persone utilizzando scuse per il tempo che tu hai perso sui social. Non aiuta al tuo IO al vivere con serenità.

Ritrovare un amica/o che ti interessava.

Bella, bellissima. Quella ragazza/o vi ha proprio preso il cuore e siete curiosi di conoscerla pian piano e scoprire tante cose di lei, magari portarla a cena fuori… Ma posta su Facebook mille link, sempre online,mille foto anche hot, nel suo profilo sono specificate la sua vita, la sua morte, i suoi miracoli, le sue imprese, la sua famiglia.

Insomma, sapete già tutto. E per quanto resti bella… non c’è già più nulla da scoprire. Bocciata.

Invidia, tremenda invidia…

Facebook è un enorme contenitore di foto e la vostra lista contatti trabocca di personaggi più o meno eccentrici la cui vita sarà pur sregolata, ma estremamente più movimentata della vostra routine casa-lavoro-famiglia-uscita del Sabato sera. E piano piano, soprattutto quando siete un po’ giù di corda, iniziate a chiedervi perché lui ha la sua vita “esagerata” e voi no.  La tua vita la hai bloccata tra un mi piace e finti apprezzamenti.

Si ragazzi, questa si chiama proprio invidia.

Facebook vi crea ansia.

Avete appena postato online la foto di un sabato sera divertente trascorso con la vostra amica del cuore: d’accordo, siete entrambe un po’ alticce e si vede da come ballate, ma il look è di quelli giusti per cuccare e non potete non fare colpo. E invece vi ritrovate con appena due “mi piace”, uno dei quali di vostra mamma, e vi prende l’ansia da prestazione social: mani e fronte sudate e la consapevolezza che non vi riprenderete mai dalla vergogna se non otterrete almeno 20 like.

Facebook disturba il sonno.

Avete avuto una giornata piena e anche se sono appena le nove di sera, decidete di fiondarvi a letto in compagnia di una bella tazza di latte caldo. Ma ecco che, proprio mentre state per addormentarvi, vi viene in mente che non avete dato un’ultima occhiata alla vostra cerchia di amici social: vuoi mai che sia successo qualcosa di clamoroso a qualcuno di loro? Ovviamente non è così, ma nel frattempo si è fatta l’una e le vostre buone intenzioni riposanti sono andate a farsi benedire. Però in compenso ora sapete tutto sull’ultima conquista della vostra amica.

Facebook ci procura l’effetto FOMO (“Fear of missing out”). 

E’ un tipico disagio sociale degli ultimi decenni, il sentirsi tagliati fuori da una determinata situazione, il paragonare la propria vita a quella degli altri. Ci limitiamo ad apparire sui social network, quando in realtà, qualcuno magari meno dipendente da Facebook, ora sta fuori, all’aria aperta, a scambiare quattro parole con un amico, a ridere, senza pensare a quale foto è stata caricata su Facebook o quale status profondo avete pubblicato sulla vostra bacheca. Perché comunicare è possibile, anche fuori dai social network.

Facebook è diventato il vostro sfogatoio. 

Nel senso che ha sostituito il cuscino dell’era pre-Zuckerberg sul quale sfogavate la vostra frustrazione (o riversavate tutte le vostre lacrime) dopo un litigio: non a caso, ora sulla vostra bacheca tendete a postare di tutto e di più (e spesso anche a sproposito), solo per attirare quell’attenzione che pensate di meritare (e di non ricevere in dosi sufficienti).

 

Mi chiedi anche tu hai facebook. Si vero ho la pagina amico in affitto  come vedi nella mia pagina condivido pensieri, servizi che offro.

Non voglio essere tragico o apparire serioso, ma esprimo le realtà che sento e vedo, le cause del malessere generico.

Ti ritrovi in queste descrizioni? Ecco spero di poterti aiutare al pensare a tutto ciò. Se ti ritrovi contatta l’amico in affitto e parlane può essere un aiuto per ritornare a vivere, trovare la felicità.

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2018-09-06T16:31:08+00:00

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